Welfare: Raddoppiate le Pmi che investono sui dipendenti

  Osservatorio Socialis   Apr 12, 2018   News, Principale   Commenti disabilitati su Welfare: Raddoppiate le Pmi che investono sui dipendenti

Dallo yoga alla lavanderia, dall’asilo nido all’esperto family friendly. Il welfare in Italia è un movimento in piena evoluzione, con circa un terzo di piccole e medie imprese che adottano contratti integrativi in favore dei dipendenti.
È quanto evidenzia il “Rapporto 2018 Welfare Index PMI”  promosso da Generali Italia, con la partecipazione delle maggiori confederazioni italiane (Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni), che per il terzo anno ha monitorato le iniziative intraprese da 4.014 piccole e medie imprese italiane in dodici aree: previdenza integrativa, sanità integrativa, servizi di assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita-lavoro, sostegno economico, formazione, sostegno all’istruzione di figli e familiari, cultura e tempo libero, sostegno ai soggetti deboli, sicurezza e prevenzione, e welfare allargato al territorio e alle comunità.

Dipendenti più felici fanno crescere le imprese

Gli ultimi dati rilevano la consapevolezza che il welfare non solo rende più felici i dipendenti, ma aumenta anche la produttività dell’impresa: il 35,6% delle aziende dichiara di aver ottenuto un incremento produttivo come conseguenza di una maggiore soddisfazione dei lavoratori.

Le Pmi sono ormai sempre più consapevoli del loro ruolo sociale e del valore delle buone pratiche.
Il 41,2% del campione è attivo in almeno quattro aree di riferimento (contro il 25,5% del 2016), mentre addirittura raddoppiano le imprese “molto attive” in almeno sei aree di welfare: erano il 7,2% nel 2016, oggi sono il 14,3%. Quest’anno crescono anche i Welfare Champion: sono ben 38 le imprese con il massimo indice di rating, rispetto alle 22 del 2016.

E nel futuro?

Più della metà delle Pmi intervistate dichiara che nei prossimi tre-cinque anni aumenterà le proprie iniziative per il miglioramento della vita aziendale soprattutto in tre ambiti che, a ben vedere, rispecchiano le grandi priorità del Paese: salute e assistenza (il 42% attua almeno un’iniziativa sanitaria, tra check up gratuiti e benefit salute); conciliazione vita e lavoro (in due anni le misure a supporto della genitorialità sono triplicate, arrivando al 19,6%, mentre lo smart working ha conquistato il 34,3% delle aziende, contro il 16,1% del 2016); formazione e mobilità sociale dei giovani (il sostegno all’istruzione dei figli dei dipendenti è una priorità assoluta per il 46,7% delle imprese).

Rete e conoscenza: così cresce il Welfare

Se c’è una chiave per il successo del welfare aziendale, quella è sicuramente la conoscenza. Dal Rapporto emerge che le aziende più informate sulle norme e gli incentivi di riferimento (salite dal 21,6% del 2017 al 24,6%) sono anche le più attive e quelle che registrano un miglior clima aziendale e maggiore produttività.

Ma è altrettanto imprescindibile fare rete mettendo a fattore comune professionalità, competenze ed esperienze; in particolare per le piccole e micro imprese, che da sole non riuscirebbero a creare o ad accedere a servizi comuni sul territorio. Oggi le imprese propense ad allearsi sono il 9,2% rispetto al 5,8% di un anno fa.

a cura di Alessandra Aurilia © Osservatorio Socialis

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