CHI SONO
Exodus nasce sulla strada, in un parco della periferia di Milano: Parco Lambro. All’inizio degli anni ’80 il Parco Lambro è regno dello spaccio e della delinquenza. Don Antonio Mazzi, che già da alcuni anni operava ai confini del parco, si propose di “risanarlo” con il supporto degli stessi tossicodipendenti, delle forze dell’ordine e dei cittadini. Ebbe inizio il Progetto Exodus come esperienza di “viaggio”, con le comunità itineranti (le Carovane), e con le prime comunità residenziali. Oggi Exodus si presenta con una varietà di progetti, comunità, centri e iniziative condotti da diversi altri soggetti (cooperative, associazioni). Il cuore di queste attività resta la Fondazione Exodus, accanto a questa, nell’anno 2007, è nata la Associazione Exodus con lo scopo di allargare la partecipazione e le responsabilità gestionali anche agli educatori, ai responsabili, ai professionisti operanti nelle altre realtà (in Italia e all’estero) attraverso la strutturazione in Dipartimenti, in Unità operative e in Gemellaggi.
PROGETTI E INIZIATIVE
Exodus persegue i propri obiettivi utilizzando un metodo consolidato basato su:
Promozione, prevenzione, formazione: offrire gli strumenti necessari – valoriali, culturali ed affettivi – per affrontare con serenità, coraggio ed equilibrio le difficoltà della vita utilizzando le proprie risorse, senza ricorrere ad espedienti artificiali.
Cura, riabilitazione, reinserimento: contesti dove è possibile sperimentare la dimensione della comunità, dove la persona può vivere l’avventura del viaggio e della rinascita, in un percorso teso a colmare la distanza tra la disperazione e l’accettazione di sé.
Comunicazione, sensibilizzazione: l’impegno quotidiano di Exodus consiste nella comunicazione di valori positivi nel contesto della scuola, della famiglia e della società.
Exodus, nello svolgere la sua missione, ha privilegiato fin dall’inizio quattro strumenti educativi:
Il lavoro: possiede una forte valenza educativa, perché richiama alla necessità che ciascuno deve provvedere al proprio mantenimento e consente di sperimentare la volontà e la pazienza, nonché di riparare ai danni arrecati.
Lo sport: aiuta ad osare, a guardarsi dentro, a chiedersi anche cose difficili, a rinforzare il carattere.
Il teatro e la musica: aiutano a parlare, ad aprirsi vincendo le timidezze, a socializzare e ad instaurare rapporti equilibrati promuovendo l’accettazione di sé, stimolando metodo, concentrazione, memoria, attenzione.
Il volontariato: permette di confrontarsi con situazioni di disagio, che aiuta a scoprire il senso del dono di sé per la felicità di chi sta accanto.
La Carovana: nel 1985 parte la prima carovana Exodus: cinque campers, 13 ragazzi tossicodipendenti non selezionati, sei educatori, tende, suppellettili, e via. Nove mesi di viaggio, 20 tappe in Italia, programma educativo molto intenso con attività sportive, teatrali, musicali, laboratori ed esperienze di volontariato. A Natale dello stesso anno tutti i ragazzi hanno fatto rientro a casa con piena soddisfazione loro, degli educatori e delle loro famiglie.
Exodus e i suoi avamposti
DOCUMENTI E MEDIA






